Nel percorso di chi decide di diventare Travel Designer, c’è un passaggio che una volta compreso fa davvero la differenza: capire che non si può parlare “a tutti”, ma che serve trovare una direzione chiara, una nicchia.
La storia di Federica Fulgenzi e del suo progetto InBranko è un esempio perfetto per dimostrare come l’individuazione di una nicchia per un Travel Designer non sia un limite, ma una leva potente per costruire un brand solido, riconoscibile e profondamente autentico.
Da contenuti social a un progetto reale
Federica e il suo compagno non arrivano dal mondo del turismo.
Per anni hanno raccontato sui social la loro vita in viaggio con il van e il loro cane, condividendo esperienze outdoor e momenti di libertà on the road. Un progetto nato spontaneamente, guidato dalla loro passione.
Col tempo però qualcosa cambia.
Non basta più solo condividere e così nasce in Federica il desiderio di creare qualcosa che si possa realizzare nel mondo reale, qualcosa che abbia un “impatto vero” sulle persone.
È qui che entra in gioco la professione del Travel Designer.
Professione che Federica scopre quasi per caso e le fa capire che esiste una via, come raccontato nelle numerose testimonianze del nostro vlog, per trasformare la sua passione in un lavoro strutturato.
La svolta: quando la nicchia del Travel Designer prende forma
All’inizio non c’era un progetto definito. C’era un’idea, un’intuizione.
Durante il percorso formativo con la Travel Designer Academy, però, quella visione inizia a prendere forma.
Le necessità delle persone erano già lì, molto chiare: richieste di consigli su dove andare con il cane, cosa fare, come organizzarsi, come trovare altre persone che condividono questo modo di viaggiare.
Da lì avviene il primo vero cambio di prospettiva: non solo contenuti informativi sui viaggi con il proprio cane, ma anche progettazione di escursioni vere e proprie.
InBranko: il progetto diventa identità
Il rebranding è un passaggio strategico chiave che permette a Federica di dare una direzione precisa e riconoscibile al suo progetto. Nasce così InBranko, un nome originale che racchiude tutti i valori chiave:
- il viaggio di gruppo
- il legame con il suo cane Kobe, protagonista del progetto
- la dimensione comunitaria e condivisa
Ma soprattutto nasce un posizionamento chiaro, anzi chiarissimo: non escursioni generiche, ma esperienze outdoor dedicate a chi viaggia con il proprio cane.
Costruire competenze per sostenere la propria nicchia
Una nicchia però, da sola, non basta. Serve la giusta competenza o, a volte, più di una. Ed è qui che il progetto prende il volo grazie alla determinazione di Federica (e del suo compagno):
- Federica si forma come educatrice cinofila,
- il suo compagno diventa guida ambientale escursionistica.
Questa combinazione è fondamentale: non si tratta più solo di “organizzare viaggi”, ma di gestire gruppi di persone e cani in contesti outdoor in sicurezza e consapevolezza.
Il progetto viene così portato a un livello completamente diverso grazie a queste competenze complementari.
Il valore del territorio: dalle Marche all’Italia
Il progetto nasce nelle Marche, regione in cui vivono e che viene spesso sottovalutata dal punto di vista turistico, soprattutto quando si parla di servizi pet friendly.
Proprio qui InBranko costruisce un’altra parte della sua missione: valorizzare il territorio e far scoprire luoghi poco conosciuti, anche ai Marchigiani stessi.
Questo è un altro punto chiave del lavorare al servizio di una nicchia: non serve andare lontano per creare valore, serve guardare meglio ciò che già esiste, e mettere in connessione ciò che le persone cercano ma non trovano, creando dei servizi costruiti intorno alle loro esigenze.
Crescere senza perdere la direzione
Uno degli aspetti più interessanti (e potenti) della storia di Federica è come ha raggiunto i suoi obiettivi. Non c’è stata improvvisazione, fretta, voglia di saltare le tappe, ma anzi è stata un’evoluzione costante, portata avanti passo dopo passo (ricordiamoci che lei partiva dal non sapere nulla di turismo!):
- ha completato la sua formazione come Travel Designer per avere una base solida,
- si è formata anche come educatrice cinofila per aumentare le sue competenze,
- ha dato una nuova identità al suo progetto per renderlo coerente con la sua missione.
Dalle escursioni organizzate nella propria regione, fino alla possibilità di espandersi verso altre regioni italiane e magari un giorno, come lei stessa condivide nell’intervista, anche all’estero. Una crescita progressiva, sempre coerente con i propri valori e in linea con le esigenze della nicchia per cui ha deciso di lavorare.
Definire la propria nicchia: perché è una scelta che può fare la differenza
La storia di Federica Fulgenzi ci mostra chiaramente come trovare una nicchia non significhi ridurre le possibilità, anzi.
Quando un progetto è chiaro:
- diventi facilmente riconoscibile,
- il valore percepito aumenta,
- le collaborazioni diventano più naturali,
- intorno al tuo brand si crea un seguito (se lavori bene).
La cosa più interessante di questa testimonianza è che all’inizio non c’era un piano perfetto. C’era un’intuizione, la volontà di costruire qualcosa che fosse connesso alla propria passione e che potesse essere realmente utile alle persone.
E forse è proprio questo il punto più importante per chi è interessato a creare la propria strada come Travel Designer: non devi sapere tutto all’inizio, ma devi essere disposto a costruire mentre fai il tuo percorso.
Vuoi conoscere meglio la figura del Travel Designer?
Se desideri conoscere una delle professioni più innovative nel panorama del turismo, non lasciarti sfuggire la Masterclass gratuita che ho preparato per te.
40 minuti di formazione, frutto di 18 anni di esperienza nel mondo del turismo, in cui ti rivelo le 4 strade che puoi seguire per diventare Travel Designer, in base alla tua situazione di partenza (sì, anche se parti da zero).
Ogni grande viaggio inizia da un piccolo passo. Questo è il tuo momento!
Accedi alla Masterclass gratuita qui.
Francesca Pozzan


