Quello tra Italia e Giappone sta diventando un connubio particolarmente interessante per i nostri Travel Designer. Qualche tempo fa vi abbiamo raccontato la storia di Natsuki Kondo, una ragazza giapponese che dopo essersi trasferita in Italia si è formata come Travel Designer e ora organizza viaggi per i giapponesi che desiderano visitare il nostro Paese e l’Europa. Oggi invece vogliamo raccontarvi la bellissima avventura di due giovani che hanno trasformato un sogno in un progetto reale, unico e di grande valore.
Parliamo di Pasquale e Ayumi, fondatori di Giappone in Due, un servizio professionale di Travel Design che unisce Italia e Giappone.
Dall’incontro casuale alla svolta professionale
La storia di Pasquale inizia con un viaggio in Islanda, fatto quasi per caso, subito dopo il liceo. Un’esperienza che gli ha aperto la mente, cambiando per sempre il suo modo di vedere il mondo e il viaggio. Ma è stato lo studio del giapponese, che Pasquale ha iniziato in modo autonomo, a far scattare qualcosa di decisivo.
Durante le sue lezioni e l’uso di un’app per imparare la lingua, ha incontrato Ayumi, una giovane giapponese. Il loro legame è nato a distanza, tra videochiamate e messaggi, mentre il mondo era ancora chiuso a causa della pandemia.
Quando finalmente si sono incontrati, è scattato l’amore vero, quello che fa decidere di fare un passo importante: vivere insieme a Tokyo. Pasquale ha abbandonato l’università in Italia per dedicarsi a tempo pieno allo studio della lingua giapponese, mentre lavorava part-time e costruiva le basi per quello che sarebbe diventato un progetto di vita e lavoro condiviso.
Da accompagnatore per amici a professionista certificato
Un momento chiave per Pasquale è stato l’incontro con degli amici italiani a Tokyo. Accompagnarli per la città e vedere i loro occhi illuminarsi per ogni scoperta è stata un’esperienza rivelatrice: “Ecco, questo è quello che voglio fare”, ha pensato. Trasformare la sua passione in un servizio professionale, capace di far vivere il Giappone agli italiani con occhi nuovi, più consapevoli e profondi.
Nasce così Giappone in Due: un progetto a quattro mani, con Ayumi al suo fianco, che conosce ormai molto bene sia la cultura che la lingua italiana, e Pasquale, italiano che vive e respira il Giappone ogni giorno. Insieme sono un ponte autentico tra due mondi.
Per rendere tutto questo serio e professionale, Pasquale si iscrive alla Travel Designer Academy. “Avevo già delle basi, ma mancava la formazione professionale – racconta – nell’Academy ho imparato come si struttura un progetto turistico, come si gestisce la comunicazione, come si prepara un preventivo, e soprattutto ho scoperto la forza della community, un supporto costante che mi ha aiutato anche dopo il corso”.
Ma non solo, infatti Pasquale e Ayumi sono diventati anche accompagnatori ufficiali riconosciuti dal governo giapponese, un grande traguardo che conferma la loro professionalità e determinazione per distinguersi nel panorama turistico.
Il valore di essere sul posto: un plus unico
Essere fisicamente a Tokyo è per loro un enorme vantaggio. Non solo parlano perfettamente italiano e giapponese, ma vivono quotidianamente la cultura giapponese da insider, conoscono le tradizioni, le abitudini, le zone più autentiche e meno battute dal turismo di massa.
Pasquale racconta: “Vogliamo far scoprire agli italiani un Giappone più vero, più locale, più ricco di significato, non solo i grandi classici. Per noi è importante che il viaggio sia un’esperienza che arricchisce, non solo una semplice vacanza”.
Tre consigli per chi sogna il Giappone
Abbiamo chiesto a Pasquale e Ayumi di dare tre consigli a chi sta pensando di visitare il Giappone. Ed eccoli qui:
- Scegliere con cura il periodo del viaggio. Il Giappone è affascinante tutto l’anno, ma ogni stagione offre esperienze molto diverse. L’estate, ad esempio, può essere molto calda e umida, quindi meglio evitarla se si vuole visitare molto.
- Non sottovalutare le distanze e il tempo necessario. Il Giappone è un paese grande e ricco di sfaccettature. Fare un viaggio di soli 7-8 giorni è possibile, ma non permette di entrare davvero nella cultura locale. L’ideale è un soggiorno tra le due e le tre settimane per esplorare anche zone meno conosciute.
- Rispetto per la cultura e le regole locali. Piccole attenzioni fanno la differenza: evitare di parlare a voce troppo alta nei treni, aspettare il proprio turno per salire, non fumare per strada fuori dalle zone designate. Sono segni di rispetto che migliorano l’esperienza e mostrano sensibilità verso la cultura giapponese.
Hai già guardato l’intervista?
La storia di Pasquale e Ayumi è una testimonianza concreta di come la curiosità, la passione e l’amore (nella vita così come nel lavoro❤️) possano aiutarci a raggiungere dei traguardi che per altri sembrano impossibili. Per questo se non l’hai già fatto ti consiglio di guardare la video-intervista che trovi all’inizio di questo articolo.
E io non posso far altro che augurare loro tutto il meglio, perchè se lo meritano davvero!
Francesca Pozzan
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