Quella di oggi è un’intervista che mi emoziona molto, perchè posso assicurarti che è da molti anni che seguo Alberto Mattei.

Alberto è niente di meno che il fondatore di nomadidigitali.it, piattaforma che ormai da oltre 10 anni divulga lo stile di vita dei cosiddetti nomadi digitali.

Ma chi sono i nomadi digitali?

Prendiamo la definizione formulata nel sito stesso di Alberto:

“Un nuovo tipo di uomo/donna e di lavoratore: indipendente, mobile, in giro per il mondo, costantemente connesso alla rete.

Sono quindi aspiranti nomadi digitali tutti coloro che amano viaggiare e sognano di poter cambiare il proprio stile di vita, per rendersi liberi di poter vivere e lavorare ovunque, sfruttando le nuove opportunità del web.

Ma perchè ti sto parlando di nomadismo digitale in una rubrica dedicata al Travel Design?

Perché la professione del Travel Designer è perfettamente coerente con questa definizione! 😊

Ora però torniamo al protagonista di questo articolo.

Alberto è uno dei primi italiani che si è preso in carico l’arduo compito di iniziare a parlare di temi come “lavorare da remoto” e “lavorare viaggiando” in un’epoca in cui tutto ciò non era ancora lontanamente concepito dalle aziende italiane.

La sua è una storia di grandi sfide, di irrequietezza dovuta a modelli sociali che non sentiva come suoi, di salti nell’ignoto, verso scenari che riusciva a intravedere ma che al tempo non poteva sapere se sarebbero stati possibili.

Ma non voglio spoilerarti nulla 😉 quello che ti consiglio è di andare al minuto 02:26 della video-intervista e ascoltarti la sua storia tutta d’un fiato!

Come è evoluta la figura del nomade digitale negli ultimi 10 anni?

Come ci spiega in maniera davvero chiara Alberto, la figura del nomade digitale fino a qualche anno fa veniva interpretata in malo modo. Chi desiderava vivere e lavorare viaggiando grazie ad un computer era visto un po’ come un moderno hippy, forse anche per questo è stata molto denigrata come figura lavorativa.

Oggi però le cose sono enormemente cambiate.

Complice la direzione che la società sta prendendo in maniera molto netta verso le nuove tecnologie e complice anche la pandemia dovuta al Covid-19, il nomadismo digitale sta diventando uno stile di vita che sempre di più va a braccetto con le esigenze delle persone di oggi e allo stesso tempo sta diventando una risorsa preziosa per le aziende stesse.

In più, come sottolinea Alberto, dobbiamo prendere consapevolezza del fatto che i cosiddetti “nativi digitali” (i nati dopo il 1985) stanno iniziando a ricoprire ruoli manageriali all’interno delle aziende.

Per loro lavorare da remoto sarà più che normale e anzi, possiamo dire che per loro sarà sempre più difficile immaginare di lavorare come facevano le persone della generazione precedente.

“Minimalismo digitale”: l’importanza di educarci al rapporto con il digital

Il lavoro da remoto, conosciuto oggi anche con il nome di smart working (di cui abbiamo parlato anche in questo articolo), non è semplicemente il fatto di dare un computer in mano a una persona e farla lavorare da casa.

Questo stesso concetto in modo più esteso si applica anche ai nomadi digitali. Oggi più che mai è necessario educare chi intende lavorare con strumenti come internet, i social network e la gestione del proprio tempo.

Perchè ricordiamoci che chi ambisce a diventare un nomade digitale lo fa innanzitutto con il desiderio di aumentare il proprio benessere e di eliminare gli schemi restrittivi dalla propria vita, e questo diventa possibile solo quando si applica il cosiddetto minimalismo digitale.

Con questo termine si intende approcciare la filosofia minimalista all’utilizzo del digitale.

Quindi utilizzare il digitale come strumento per riuscire a raggiungere gli obiettivi che ci siamo dati in termini di lavoro e stile di vita, ma allo stesso tempo tenere alla larga tutto ciò che del digital non ci aiuta in questo senso, senza farsi ingoiare dall’ansia di dover seguire tutte le nuove tendenze, i nuovi algoritmi, i nuovi social, ecc..

In questo modo il nomade digitale nei prossimi anni potrà essere sempre di più una figura centrale della nostra società perchè estremamente agile, al passo con i tempi e felice, perchè sarà una persona che fa ciò che lo appassiona e segue lo stile di vita più in linea con le sue inclinazioni!

Hai già guardato la video intervista?

L’intervento di Alberto Mattei è davvero un must per chi vuole fare maggiore chiarezza sul tema dei nomadi digitali e magari iniziare a muovere dei passi in questo mondo, grazie all’enorme lavoro di divulgazione che Alberto continua a portare avanti.

Se non l’hai già fatto ti ricordo che puoi guardare la video-intervista che trovi in cima a questo articolo, qui tutti i punti salienti:

02:26 – L’esperienza di Alberto Mattei come uno dei primi nomadi digitali in Italia

17:12 – Come è cambiata la figura del nomade digitale negli ultimi 10 anni

25:01 – il “minimalismo digitale”: educarci al rapporto con il digital

33:29 – Come seguire Alberto e i suoi progetti

Io ti saluto e ti aspetto nel prossimo articolo della rubrica #sognatoricoraggiosi, per lasciarci ispirare dalle storie di donne e uomini che hanno saputo muoversi in direzione dei propri sogni!

Francesca Pozzan

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